Organizzare l'Archivio dei Contenuti Prima che Diventi Ingestibile
Dopo un anno di produzione i file sono ovunque e non si trova più niente. Mezz'ora di struttura all'inizio evita mesi di ricerche.
All'inizio i file stanno da qualche parte e si trovano. Dopo un anno sono sparsi fra telefoni, servizi di archiviazione e cartelle con nomi provvisori, e ritrovare una fotografia costa più che rifarla. È un problema che si previene in mezz'ora e non si risolve mai del tutto.
Due regole che bastano
Una cartella per periodo, non per argomento: gli argomenti cambiano, le date no. E un nome file che inizi con la data in formato anno-mese-giorno, così l'ordinamento alfabetico è anche cronologico.
Cosa conservare e cosa no
- Gli originali non modificati: sono l'unica cosa irrecuperabile.
- La versione finale pubblicata, per sapere cosa è già uscito.
- I materiali usati per produrla, se non sono ricreabili.
- Non le venti versioni intermedie: occupano spazio e non serviranno.
Il registro di cosa è già uscito
Una tabella con data, canale, argomento e collegamento. Serve per non ripubblicare la stessa cosa, per ritrovare un contenuto che aveva funzionato e per riutilizzare materiale in formati diversi. È il documento più utile e il primo che nessuno tiene.
Chi deve poterci accedere
Almeno due persone. Un archivio che vive sul dispositivo di una sola persona non è un archivio: è un rischio con dentro il lavoro di un anno.
Un archivio disordinato non fa perdere file: fa produrre di nuovo cose che esistevano già.
Fonti e Approfondimenti
Documentazione ufficiale e linee guida citate o utili ad approfondire.
