Un funnel semplice per chi non ha un reparto marketing
Non serve un sistema complesso. Servono tre passaggi chiari e la disciplina di presidiarli tutti, invece di curarne solo uno.
La parola funnel evoca schemi complicati con decine di passaggi. Per la maggior parte delle attività il percorso reale ha tre fasi, e il problema non è la complessità: è che se ne cura una sola e si trascurano le altre due.
Fase 1: farsi trovare
Qualcuno deve incontrarti. Può succedere attraverso una ricerca, un contenuto condiviso, una campagna a pagamento o il passaparola. In questa fase l'obiettivo non è vendere: è esistere nel momento in cui la persona sta cercando.
Cosa serve
- Pagine che rispondono alle domande che le persone pongono davvero.
- Contenuti che circolano perché sono utili, non perché sono promozionali.
- Campagne, quando serve accelerare o coprire un periodo specifico.
Fase 2: convincere
È la fase più trascurata. La persona ti ha trovato e sta valutando. Ha bisogno di capire cosa fai esattamente, come procedi, cosa comprende il servizio e perché dovrebbe sceglierti invece di chi le sta accanto nei risultati di ricerca.
Cosa serve
- Pagine di servizio che spiegano il processo, non solo il risultato.
- Risposte esplicite alle obiezioni più frequenti.
- Elementi concreti che rendono verificabile quello che dichiari.
Fase 3: farsi contattare
Il contatto deve essere facile, visibile e coerente con il canale. Un modulo lungo su smartphone è un ostacolo. Un numero di telefono senza indicazione degli orari è un rischio. Ogni attrito in questa fase costa contatti già convinti.
L'errore più comune
Investire tutto nella prima fase. Si portano molte persone su un sito che non spiega nulla e non facilita il contatto. Il traffico cresce, le richieste no, e si conclude che il canale non funziona.
Prima di aumentare il traffico, verifica cosa succede a chi arriva già oggi. Spesso il margine di miglioramento è lì.
Fonti e Approfondimenti
Documentazione ufficiale e linee guida citate o utili ad approfondire.
