Definire obiettivi misurabili prima di spendere in marketing
Senza un'azione di riferimento definita, qualsiasi risultato sembra buono e nessuno lo è davvero. Come impostare gli obiettivi in modo utile.
La richiesta più frequente è anche la più vaga: vorremmo aumentare la visibilità. È un desiderio comprensibile e inutilizzabile, perché non permette di capire se il lavoro sta funzionando.
Partire dall'azione che conta
Ogni attività ha un'azione che vale più delle altre: una richiesta di preventivo, una prenotazione, un ordine, una chiamata. Il primo passaggio è dichiararla, perché tutto il resto si misura in rapporto a quella.
Distinguere i tre livelli
- Obiettivo commerciale: cosa deve succedere all'attività (più richieste qualificate).
- Obiettivo di marketing: cosa deve produrre il lavoro (un flusso costante di contatti da un canale).
- Indicatori intermedi: i segnali che indicano se si sta andando nella direzione giusta.
Gli indicatori intermedi servono, ma non decidono
Visualizzazioni, interazioni e visite sono utili per capire cosa sta succedendo lungo il percorso. Non vanno confusi con il risultato: crescono anche in situazioni che non portano nulla all'attività.
Definire un orizzonte realistico
Ogni canale ha tempi diversi. Le campagne a pagamento producono segnali in giorni, la visibilità organica in mesi, il posizionamento di marca in periodi ancora più lunghi. Confrontarli sulla stessa scala temporale porta a conclusioni sbagliate.
Mettere per iscritto cosa significa 'funziona'
Prima di iniziare conviene scrivere una frase sola: a fine periodo consideriamo il lavoro riuscito se è successo questo. È un esercizio scomodo, ed è esattamente per questo che serve.
Un obiettivo che non si può smentire non è un obiettivo: è una speranza scritta bene.
Fonti e Approfondimenti
Documentazione ufficiale e linee guida citate o utili ad approfondire.
