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Strategia

Quando Chiudere un Canale (e Come Farlo Senza Rimpianti)

Tenere aperto un canale che non rende costa più del canale stesso: costa l'attenzione che toglie agli altri.

5 minuti di lettura

Aprire un canale è facile e si fa con entusiasmo. Chiuderlo è una decisione che quasi nessuno prende, e così si accumulano presenze semiabbandonate che continuano a chiedere tempo senza restituire niente.

Il costo che non si vede

Un canale che rende poco non costa solo le ore che assorbe. Costa l'attenzione sottratta a quelli che rendono, e costa la percezione di chi lo trova aggiornato l'ultima volta otto mesi fa.

Le domande prima di chiudere

  • Ha avuto abbastanza tempo? Sotto i sei mesi, con pubblicazione regolare, il dato non è leggibile.
  • È stato presidiato davvero, o pubblicato e basta?
  • Il problema è il canale o è il contenuto che ci mettiamo?
  • Se lo chiudiamo, quelle ore andranno davvero da un'altra parte o si disperderanno?

Come si chiude bene

Non sparendo. Si pubblica un ultimo contenuto che dice dove si continua, si aggiorna la descrizione del profilo con il collegamento al canale attivo, e si lascia lì. Un profilo fermo ma coerente fa meno danno di uno che si interrompe a metà.

Cosa portare via

I contatti raccolti, i materiali prodotti e l'elenco degli argomenti che avevano funzionato. Quelli valgono anche altrove, e sono l'unica cosa che il canale lascia davvero.

Un canale abbandonato comunica più di uno chiuso con una spiegazione.
Argomenti trattati#strategia digitale#obiettivi#misurazione#marketing digitale

Fonti e Approfondimenti

Documentazione ufficiale e linee guida citate o utili ad approfondire.

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